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Tav Torino-Lione: il commissario di Governo prenda atto della realtà. Dopo il rinvio della tratta francese al 2045, il progetto Avigliana-Orbassano è inutile e va ritirato. Governo, Regione e Rfi rispondano
Avigliana, 17 luglio 2026 – «Il commissario – dichiara Pacifico Banchieri, presidente dell’Unione montana Valle Susa – prenda atto della realtà: non si anticipa di dodici anni un’opera che la Francia stessa colloca al 2045, e non si progettano compensazioni per un cantiere privo di necessità dimostrata e di localizzazione condivisa. Quelle risorse servono, subito, al trasporto pubblico che i cittadini e le cittadine usano ogni giorno».
L’Unione montana Valle Susa, con i Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino (direttamente interessati dal tracciato della tratta nazionale) chiede a Governo, Regione Piemonte e Rete ferroviaria italiana un riscontro formale e tecnico sulle affermazioni attribuite al commissario di Governo Calogero Mauceri, diffuse dalla stampa.
Alla Conferenza intergovernativa di giugno, a Chambéry, la stessa capo delegazione francese Josiane Beaud ha ammesso il ritardo della Francia, fissando al 2045 l’orizzonte di esercizio della propria tratta di accesso e non prima del 2038 l’avvio dei cantieri, mentre Parigi punta al potenziamento delle linee esistenti. Sono date dichiarate dalla Francia stessa, al tavolo ufficiale.
A fronte di ciò, appare irrazionale insistere per anticipare al 2033 la Avigliana-Orbassano: significherebbe destinare oltre 3 miliardi di euro – costo complessivo ammesso dallo stesso commissario, di cui oltre 800 milioni già impegnati sulla tratta nazionale – a un’opera destinata a restare improduttiva per non meno di 12 anni, in attesa di raccordi francesi che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nel 2045.
Peraltro il progetto definitivo depositato a dicembre 2025 dovrà essere riformulato in larga parte, come confermato dalla stessa Rfi lo scorso 22 giugno nell’incontro convocato dalla Regione Piemonte, di fronte alle numerose lacune e criticità tecniche sollevate dal Ministero dell’Ambiente, anche sulla base delle osservazioni dell’Unione montana Valle Susa, rilanciate dalla Regione. Il progetto non è approvato dallo Stato: siamo ancora in Valutazione di impatto ambientale e, a seguire, in Conferenza dei servizi.
Del tutto fuori contesto, inoltre, i riferimenti a presunte compensazioni sulla tratta nazionale. Per la Avigliana-Orbassano le compensazioni non sono mai state oggetto di alcuna richiesta formale ai Comuni. Le uniche compensazioni in campo, per circa 50 milioni, riguardano i Comuni della tratta internazionale, e sovrapporle alla nazionale serve solo a creare confusione.
Ribattezzarle “opere di accompagnamento” poi non cambia la logica del procedimento: non essendo ancora verificate né la necessità dell’opera (le previsioni di traffico che la giustificherebbero non sono state ancora confermate come da richiesta dei Comuni) né i disagi che produrrebbe, né ciò che il progetto approverà, ventilarle per un’opera utile è, prima ancora che paradossale, un errore di metodo.
La vera infrastruttura strategica è il trasporto pubblico locale, per la mobilità quotidiana delle cittadine e dei cittadini. Torino e il Piemonte scontano una cronica carenza di risorse, per decenni stornate a favore del megaprogetto Torino-Lione, tuttora incompiuto e di dubbia realizzabilità: è inaccettabile tenere congelati oltre 800 milioni sulla tratta nazionale mentre i cantieri della mobilità reale restano fermi.
A questo proposito proprio il Commissario dal 2021 ha la supervisione degli interventi di ammodernamento dell’attuale linea esistente tra Bussoleno e Avigliana già finanziati. Nessuno dei 7 interventi previsti è stato ancora realizzato. Un grave ritardo su opere di fondamentale importanza per l’asse ferroviario Torino Lione (quello già esistente).
Anche per questo l’Unione montana Valle Susa, con i Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino, ribadisce la richiesta di ritiro del progetto Avigliana-Orbassano e chiede che quelle risorse siano destinate allo sviluppo della Metropolitana di Torino: sbloccare i cantieri fermi, acquistare i treni mancanti e completare la seconda linea.
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