Descrizione
L’Unione montana Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Caselette, Sant’Ambrogio rinnovano la richiesta al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio di convocare ufficialmente la Conferenza dei servizi istruttoria
Avigliana, 15 aprile 2026 – Sembrava che il progetto definitivo della tratta Tav Avigliana-Orbassano fosse una questione urgentissima, ma ora che Unione montana Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Caselette, Sant’Ambrogio hanno rinnovato la richiesta di convocare la Conferenza dei servizi istruttoria regionale sulla base di nuovi presupposti emersi, la Regione Piemonte tarda a rispondere. Dopo la prima seduta del Tavolo Tecnico presieduto dall’Assessore Bussalino tenutasi mercoledì 18 marzo 2026 presso la sede della Regione Piemonte, un secondo incontro si sarebbe dovuto svolgere in tempi rapidi, ma a oggi non è stato convocato. Nel frattempo la Regione non ha ancora fornito una risposta alle due lettere indirizzate a fine marzo, una al tavolo regionale e l’altra al presidente Alberto Cirio, anche al fine di fornire la documentazione richiesta in quella stessa sede.
Gli enti, infatti, ribadiscono come l’intesa a suo tempo rilasciata da Regione Piemonte sul progetto preliminare risalente al 2011 non sia applicabile anche al progetto definitivo depositato da Rfi a dicembre 2025. Nel corso degli anni infatti la localizzazione dell’opera è cambiata. Sono quindi presenti profonde differenze sia sulla localizzazione che sull’articolazione delle infrastrutture proposte, sulle funzioni trasportistiche offerte, nonché sull’impatto territoriale dei cantieri ipotizzati nel progetto definitivo. È stata inoltre chiesta conferma dei dati trasportistici sull’opera (un treno ogni quarto d’ora da Avigliana a Torino) nonché la necessità di confronto con tutte le Direzioni regionali coinvolte nella valutazione dell’opera.
«La realizzazione dell’opera – scrivono l’Unione montana Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Caselette, Sant’Ambrogio – continua a determinare criticità irrisolte riguardo alle interferenze infrastrutturali e agli impatti ambientali, sanitari, sociali ed economici sul territorio e sulla popolazione, sia a livello dei Comuni direttamente coinvolti che di area vasta. Pertanto non vi è chiara evidenza se il progetto definitivo depositato da Rfi sia in grado di garantire la piena ottemperanza alle citate prescrizioni di Regione Piemonte, vincolanti per il perfezionamento dell’intesa sulla localizzazione».
Umvs e Comuni, con riferimento alla Legge regionale del 2023 sulle nuove disposizioni in materia di Valutazione ambientale strategica, Valutazione di impatto ambientale e Autorizzazione ambientale integrata chiedono quindi alla Regione di convocare la propria Conferenza di servizi istruttoria regionale proprio per procedere all’interno di una cornice procedurale certa, che garantisca il pieno coinvolgimento degli enti e la trasparenza degli atti.
Le ipotesi indicate da Rfi risultano datate al 2008 e appaiono del tutto disallineate rispetto all’attuale assetto del Servizio ferroviario metropolitano, definito dall’Agenzia della mobilità piemontese e affidato a Trenitalia. La richiesta dunque è che Regione Piemonte garantisca una piena tutela ai cittadini interessati dall’opera, salvaguardando la salute, l’ambiente e la coerenza urbanistica del territorio.
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