Descrizione
I fondi vadano alla linea 1 e 2 della metropolitana e al trasporto pubblico locale
Bussoleno, 18 giugno 2026 – Il progetto definitivo della linea Avigliana-Orbassano, così come depositato, comporta un impatto rilevante sul territorio e sui cittadini a fronte di un’utilità che non è stata dimostrata. È arrivato il momento di rivedere le scelte di spesa e di restituire centralità agli interventi di cui il territorio ha davvero bisogno. L’Unione montana Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino, con un approccio logico, razionale e pragmatico, chiedono un cambio di rotta:
- al Governo, di ridefinire le priorità di investimento infrastrutturale in Piemonte, in particolare nell’area di Torino, accantonando la Avigliana-Orbassano e attribuendo la massima priorità al completamento della linea 1 e alla realizzazione della linea 2 della metropolitana;
- alla Regione Piemonte, di esercitare fino in fondo il proprio ruolo nel procedimento, valutando con rigore le criticità emerse, esprimendo parere negativo sull’Intesa sulla localizzazione e in sede di Valutazione di impatto ambientale;
- a Rete ferroviaria italiana, di ritirare il progetto proposto e di concorrere alla definizione di un programma di interventi di manutenzione e potenziamento delle linee esistenti.
«Il progetto preliminare – spiegano Umvs e Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino – risale a quindici anni fa; per arrivare al definitivo è stato necessario altrettanto tempo, senza però aggiornare gli studi di flusso e le soluzioni progettuali e senza tenere conto di un sistema viabilistico nel frattempo profondamente mutato. L’attuale progetto non può quindi essere trattato come una semplice conferma del preliminare di allora: la corrispondenza tra due – presupposto dell’Intesa sulla localizzazione – non risulta dimostrabile, né sul piano tecnico né su quello giuridico. Pur presentato come definitivo, l’elaborato depositato da Rfi non è tecnicamente approvabile: è approssimativo e incompleto, con dati ed elementi progettuali in contraddizione tra loro e con questioni dirimenti, come la cantierizzazione, trattate in modo aleatorio, ben lontano da quanto ci si attenderebbe da un progetto di questo livello. A sei mesi dal deposito, peraltro, Rfi non ha ancora chiarito a cosa servirebbe una nuova ferrovia tra Avigliana e lo scalo merci di Orbassano, in aggiunta alla linea esistente: la proposta si regge, infatti, unicamente su ipotesi di servizi ferroviari locali, ovvero il raddoppio dei treni tra Avigliana e Torino, di cui nessuno, né la Regione né la Città Metropolitana, ha mai chiesto attivazione, e per le quali non sono mai state programmate le coperture economiche. Nonostante ciò, il Commissario di Governo ha avviato l’iter di autorizzazione della tratta in assenza delle risorse necessarie a realizzarla nel breve e nel medio periodo: un impiego di tempo e di risorse pubbliche che non produce un beneficio concreto per la mobilità dei cittadini».
A pesare è anche il quadro procedurale. L’iter della “Legge Obiettivo” e quello commissariale dello “Sblocca-cantieri” relegano ai margini il ruolo che la Costituzione riconosce ai Comuni e agli enti locali, di fatto esclusi dalle sedi in cui si assumono le decisioni. Lo stesso Comitato di supporto istituito dalla Regione Piemonte non può sostituirsi alla conferenza dei servizi, che è la sede tecnica prevista dalla legge per il confronto. Allo stato attuale opera come tavolo informale, senza il coinvolgimento delle direzioni tecniche regionali e senza impegni vincolanti per Rfi e per il Commissario di Governo: il rischio è che le scelte maturino fuori dalle sedi proprie.
«Chiediamo pertanto – concludono Umvs e Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino – che il confronto si svolga dove deve avvenire, con pieno contraddittorio e nel merito tecnico. Il nostro territorio sconta da troppo tempo la mancanza di risorse per le opere che servono davvero a rendere rapido e accessibile il trasporto pubblico, a partire dalla metropolitana. È il momento di rimettere in ordine le priorità e di rispondere alle reali esigenze dei cittadini e delle cittadine».
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