Descrizione
Si inaugura sabato 9 maggio 2026 alle 15,30 la mostra collettiva di pitture, scultura, ceramica, fotografia e grafica digitale a cura di Arte per voi alla galleria di piazza Conte Rosso 3
Il mondo è a colori, ma la realtà è in bianco e nero.
Wim Wenders
Avigliana, 3 maggio 2026 – Da sabato 9 maggio a domenica 28 giugno 2026 alla Galleria “Arte per voi” di piazza Conte Rosso, 3 si potrà visitare la mostra “In nero” con il patrocinio del Comune di Avigliana, Regione Piemonte e Città metropolitana di Torino, aperta sabato e domenica dalle 15,30 alle 19,30.
Che colore ha il buio? Nero. All’inizio di tutto c’è la notte dominata da Nyx, figlia del Caos, madre di Urano e di Gaia. Divinità sotterranea, il suo vasto regno comprende il sonno, i sogni, l’angoscia, il segreto, la discordia, la miseria, la vecchiaia, la disgrazia e naturalmente la morte. Il nero è il suo colore. Nella civiltà egizia era considerato simbolo di fertilità, in quanto colore del limo che fecondava la terra. Le cose appaiono nere quando, invece di riflettere, assorbono l’energia. Prima ancora che Newton nel 1666 escludesse il nero dallo spettro dei colori, questo colore – non colore ha attraversato momenti di grande fortuna e poi di grande sfortuna, una continua altalena. Come si ottiene il nero come pigmento? Dalla combustione. Il più antico è infatti il carbone usato a Lascaux per dipingere il Grande Toro sulle pareti della caverna; poi si ricorrerà alle ossa bruciate degli animali mescolate con minerali frantumati e ossidati. L’altra fonte coloristica è l’inchiostro, ottenuto anch’esso dal nero fumo mescolato ad acqua, colla animale o gomma arabica. Pittura e scrittura nascono entrambe dal nero.
Il nero e gli artisti del Rinascimento
A differenza di altri pittori veneziani dell’epoca, come Tiziano, Tintoretto si distingue per un approccio più tenebroso e tormentato che anticipa elementi barocchi.
In sintesi, il nero per Tintoretto è il punto di partenza per una pittura drammatica, un mezzo per creare profondità e allo stesso tempo è un modo per enfatizzare la luce, rendendo le sue opere iconiche e uniche nel panorama rinascimentale.
Caravaggio ha rivoluzionato l’arte barocca utilizzando il nero come elemento strutturale e psicologico, non solo come sfondo.
Il fondo nero nei suoi dipinti annulla la prospettiva architettonica, concentrando l’attenzione sul gesto e sull’emozione del soggetto.
Per l’artista il nero riflette una visione profonda, un “nero prenatale” o interiore, che nelle opere tarde diventa specchio dell’inquietudine e dell’ossessione per la sua condanna a morte.
Il Cavaliere in Nero, è un meraviglioso dipinto di un anonimo personaggio, ritratto in piedi a grandezza naturale. Ne è l’autore uno dei più grandi pittori del Cinquecento, Giovan Battista Moroni.
L’abito presenta uno straordinario panneggio, studiato appositamente per conferire eleganza e leggerezza alla composizione. Il cappello, anch’esso nero, è ingentilito da una vaporosa e leggera piuma nera. Il volto, raffigurato di tre quarti è colpito in pieno dalla luce, emergendo sopra il bordo increspato della camicia bianca.
Donatella Avanzo
archeologa e storica dell’arte
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